domenica, 15 novembre 2009

L'è na domanda che me fago sèmpro pù despes. Non ne aonte ciapà assà? Pareìa pròpi de nò, vist quel che stà capitando. Me riferiso ala nasita de 'sto nòo Partito. Alleanza per l'Italia. Quel che da pù fastidi l'è la palesada candidatura del sior Luca de Montezemolo. E da chi en nànzi taco a parlar par talian, par i pù duri de comprendònio.

Nei nostri campi oramai perlopiù incolti, prendono il sopravvento le erbe infestanti. E' così che io considero questi “Imprenditori”, quando scendono in politica. Erbe infestanti da scalzare, perché succhiano la linfa vitale della nostra – ribadisco nostra – Democrazia. Ne abbiamo svariati esempi, dai più disparati – risiedono in Parlamento – e nel contempo gestiscono in proprio o sotto prestanome aziende importanti. Che gli imprenditori facciano gli imprenditori, e i manager facciano i manager!  Questo articolo per i contenuti non verrà certamente pubblicato, ma per correttezza sarebbe opportuno che Voi giornalisti dibatteste questo annoso problema che finirà con il rendere asfittico il nostro territorio e con esso le nostre Comunità. Non è accettabile far passare inosservate queste scelte che io ritengo disperate. No 'n daquà la agràm, ve suplico cavala! Netà tuta la campagna.... la agràm, la agràm, tant pìa, tant magna!

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giovedì, 05 novembre 2009
 

Croce... al merito.


Dimmi...

Sei ancora tanto influente

da bucare lo schermo?

Dimmi...

Quanta gente

si è presa scherno

di Te nel passato;

e quanta nel presente?

Dimmi...

quanto timore

incute ancora la Tua croce

e quanto la Tua voce?

Come sempre non rispondi

chini il capo

e ci sorridi dalla croce.



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mercoledì, 04 novembre 2009

Oggigiorno notizie, fatti, vengono messi e conservati sottovuoto, avvitando con forza i coperchi di ipotetici barattoli che si vogliono stagni... Altri dopo anni di conservazione, prodotti divenuti insipidi, o peggio, avariati, vengono dati in pasto alla folla... Coscienze sottovuoto, a rischio botulino che vittime di un apriscatole, di strane fermentazioni malolattiche, fuoriescono a fiotti, da contenitori oramai violati! Si, dopo i fatidici cinquant'anni di conservazione, cambiati i gusti, a volte, ci vengono propinati! Succede, che una generazione sconti, l'altra attenda, ed infine prescritto il reato, il morto venga condannato... Succede anche questo in Italia! E tutto questo, alimenta il dubbio che avanza. Coscienze sottovuoto. Barattolo sottovuoto / tormentato da un aria malandrina. / Spina, nel fianco / di una conserva a rischio botulino. / Assassino silenzioso, di gente incauta e petulante. / Variante... / rotatoria sulla tangenziale della vita, / per coscienze / non proprio a prova d'apriscatole...

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sabato, 26 settembre 2009

'Ntél'ultim sól d'istà.


L'à solevà el falcar!

La lama de sbighèz

sóta la testa,

'ntél' ultim sól d'istà.

Adèsso rèsta,

na moto reversada

en mèz al prà.

e 'n casco ros

entrà 'l turchin

dei fiordalisi.

Resta demò 'l destin

che gh'à robà

a na mama en fiòl,

'ntél fior fior dei ani.

Resta 'l dolor,

resta... 'l destrani.


Nell'ultimo sole d'estate - Ha sollevato l'impugnatura della falce! La lama di traverso / sotto la testa, / nell'ultimo sole d'estate. / Ora rimane, / una moto rovesciata / in mezzo al prato, / e un casco rosso / tra il turchino / dei fiordalisi. / Rimane soltanto il destino / che le ha rubato / ad una mamma un figlio, / nel fior fiore degli anni. / Rimane il dolore, / rimane... la nostalgia.












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mercoledì, 09 settembre 2009

Ho deciso! Non mi farò iniettare il vaccino, costi quello che costi. E, quella presa, non sarà nemmeno una decisione sofferta.. Io, la definirei piuttosto, ponderata. Dopo tutto il clamore sollevato, la paura alimentata per l'approssimarsi dell'evento. Si, perché questa pandemia, così come ci è stata presentata, ha tutte le credenziali per trasformarsi in un evento di rilevanza mondiale. Qualcosa che potrà addirittura essere di antagonismo alla ripresa dell'economia globale. Eppure, pensandoci bene... gatta ci cova! Sono troppi gli interessi legati a questa faccenda, che ci viene ri-proposta ogni anno; come una scadenza autunnale d'abbonamento. Latori della missiva, sono i guru della sanità mondiale in sinergia con le multinazionali farmaceutiche, che alla stessa stregua di una raccomandata con ricevuta di ritorno, inviano al destinatario– il popolo bue- un messaggio ben delineato. La risposta, come prevede la prassi in questi frangenti, non tarderà ad arrivare. File e file di persone si prenoteranno, in attesa di farsi inoculare l'antidoto miracoloso, che garantirà salute e tranquillità. Io, per la verità, non mi sono mai sottoposto a nessun vaccino anti-influenzale, e sono ancora qua! Ma forse, il mio, è un modo di agire sconsiderato... Ma, questo mio scetticismo, parte da un concetto ben definito che riassumo in poche righe. Il nostro corpo, è di per se un contenitore. Dentro vi è tutto quello di cui abbisognamo; quindi anche un gran numero di anticorpi latenti, le cosidette difese immunitarie. Se noi le stimoliamo, e per far questo, siamo tutti dotati di un cervello, le reazioni ad una qualsiasi aggressione dall'esterno al sistema; non tarderanno ad arrivare. Ma... e qui sta l'inghippo. Se noi ad ogni ipotetico assalto, addotteremo una soluzione alternativa; il fatidico vaccino, le nostre difese immunitarie, finiranno con l'indebolirsi, o addirittura; e questo è peggio, con il regredire. Potrebbe; e questo sarebbe deleterio; instaurarsi una dipendenza da famaci...

Ecco perché, io sono contrario a questo tipo di soluzione. Poi, e di questo sono perfettamente cosciente, ci sono persone che dovranno ricorrere loro malgrado al miracoloso vaccino. Sono le persone anziane, quelle debilitate da una malattia, quelle senza difese immunitarie... Ma non saranno di certo i bambini, dotati come sono di un loro corredo cromosomico e di tutte le difese immunitarie neccessarie. Concludo, auspicando in una presa di coscienza della gente, fermo restando una sana e legittima libertà individuale nell'operare le scelte che ogni individuo riterrà più opportune.

el Corado da Caoriana

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sabato, 22 agosto 2009
 

Na strada sbaliada


I à ciapà anca lóri

na strada sbaliada;

quela che ména drit

en fónt al mar…

En altra butàda,

de vincèi che oramai

no pòl pù butàr.

De lóri resta demò

sbrèndole martoriade,

ninade,

da ’n onda canàia!

De lóri resta demò

scampoli de speranza,

e femene che spèta

chiznerando matelati.

Speranze pàsse,

òci sgiónfi

de lagrime sute

negade ’nté ’n mar

de desperazión…



Una strada sbagliata.Hanno preso anche loro / una strada sbagliata; / quella che porta diritto / in fondo al mare… / Un altra ondata / di giovani virgulti che oramai / non possono più crescere. // Di loro restano soltanto / brandelli martoriati / … cullati, / da un onda canaglia! / Di loro restano soltanto / scampoli di speranza, / e donne che aspettano / cullando bambini. / Speranze avvizzite, / occhi gonfi / di lacrime asciutte / annegate in un mare / di disperazione…

 


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sabato, 22 agosto 2009
 

Similitudini


Ero viandante...

Intrapreso il viaggio,

mi annientò

il sostantivo "aborto”.

Shoah

dell'amore!

Ero migrante...

Intrapreso  il viaggio,

mi rifiutò

il sostantivo "odio”.

Shoah

della speranza!

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lunedì, 17 agosto 2009
 

Tèra nòva…


Arà fónt fiòi,

che ’sto càmp

l’à bisògn de tèra nòva!

Tacaghe na cóbia

de bòi al piòo,

e se ocór

en altra ’ncóra.

E po’?... Lagaghe far al tèmp,

e a Quel de sóra!

Arà fónt fiòi,

parché par sóra

sta tèra l’èi malada,

ma demò dói dedi sót

gh’è la speranza…

 

Terra nuova…


Arate profondo figli,

che questo campo

ha bisogno di terra nuova!

Attaccate una coppia

di buoi all’aratro,

e se serve

un'altra ancora.

E poi?... Lasciate fare al tempo,

ed al Signore Iddio!

Arate profondo figli,

perché in superficie

questa terra è malata,

ma solo due dita sotto

c’è la speranza…


postato da: corradozanol alle ore 20:04 | Permalink | commenti
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sabato, 08 agosto 2009

Allora venivano chiamati pezzenti, ma poco importa! Un piccolo paesino sprduto tra le montagne del Matese, quarantacinque anni fa... In un angusta camera da letto, che si affaccia su di un porticato, una vecchietta sta spegnendosi lentamente, dentro il proprio letto. Al capezzale, la figlia maggiore e la nipote la stanno vegliando. Fuori il caldo è opprimente, e le strade sono deserte. Il silenzio a tratti viene rotto dalla voce di un pezzente, che accovacciato sotto il porticato, invoca la carità. La vecchietta, che di queste grida ne percepisce soltanto un flebile lamento; chiede con voce affaticata alla figlia, chi fosse a lamentarsi. La figlia risponde che si tratta solamente di un pezzente, che dalla mattina staziona proprio sotto casa. A queste parole la mamma, ormai prossima alla fine; – avrebbe esalato l'ultimo respiro di li a poco - raccogliendo in uno sforzo immane le ultime forze rimaste, con voce tremolante esorta la figlia a scendere in cantina, e prendere una scodella di grano, e dalla madia un tozzo di pane; affinche il poveretto possa sfamarsi. La figlia perplessa, conscia che la madre è agli sgoccioli, tentenna, e non vuole allontanarsi dal capezzale. La vecchietta se ne avvede, e raccogliendo gli ultimi aneliti di vita esclama: “Vai figlia mia, cosa aspetti, vai!”. La nonna nel breve lasso di tempo che le resta,, con un filo di voce, esorta la bimba (che oggi è diventata la mia sposa) a praticare sempre la carità cristiana.... E' tutto. Sicuramente “l'èi nàda en Paradis anca co' i zòcoli!” Oggi invece, una voce sibillina mi esorta: “Tìra de lònch, no darghe abado, pensa al tò martìn! Rùdola ’l dado, che segna ’l destìn de sta sporca Vita. I numeri alti? I li à sempro lori! A noi quei bassi. Quei alti? Ai sióri! Sdravacà par tèra, en scandorlòt par compagn, mi tiro séra, arbandonà come ’n cagn. Na bocada de vin àgro… stadìc; dói cuèrte ’nmufìde, me fa da plìc. Stanòt me scuèrta le bosie de la gènt,e na porta avèrta sul firmamént..... «Passa oltre, non dargli importanza , pensa solo a te stesso!». Rotola il dado, che segna il destino di questa sporca vita. I numeri alti? Gli hanno sempre loro! A noi quelli bassi. Quelli alti? Ai signori! Accovacciato per terra , un barattolo per compagno, io tiro sera, abbandonato come un cane. Un sorso di vino agro… stantio; due coperte ammuffite, mi fanno da giaciglio. Questa notte mi coprono le bugie della gente, ed una porta aperta sul firmamento....

Quando l'ombra del malinteso avanza, io riascolto le parole della vecchietta e... non ho dubbi!

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sabato, 11 luglio 2009
 

Nel cerchio stretto


Teso è il filo.

Tentenna il paletto

nel cerchio stretto

della vita.

Umano indizio

vizio arcano

tastare con mano

il frutto proibito.

Invito al peccato originale

desiderio ancestrale

eterno conflitto

tra il bene ed il male

nel cerchio stretto

di una vita consumata

con il cuore prossimo al rigetto

una vita forse... sbagliata.


postato da: corradozanol alle ore 17:32 | Permalink | commenti
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